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Articolo pubblicato su Cultura Fisica & Fitness, Anno XLI, N. 336, gennaio/febbraio 1998 ? 98-2000
Autore: AutoreRossella
Inserito da: Inserito daRossella   Data:Data di inserimento 2004-12-17 23:13
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BODY SURGERY
La ricerca dell'equilibrio mente-corpo
tra manubri e bisturi


Di Rossella Pruneti

Chiudo l'autobiografia del dottor Ivo Pitanguy, chirurgo estetico brasiliano, e mi torna alla mente con insistenza una pagina:

"Tutti gli esseri umani hanno perci? il sacrosanto diritto di essere felici, di stare bene con la propria immagine e di cercare, se necessario, di migliorarla. Ma ciascuno di noi ha il suo particolare biotipo, una propria conformazione ossea e una particolare struttura. ? importante perci? imparare a conoscersi e ad accettarsi per come si ?. Poi si cercher? di dare il meglio di se stessi, cercando di raggiungere la migliore forma possibile. Guai invece a voler essere quello che non si pu? diventare. Il primo passo da compiere ? perci? quello di valorizzare il proprio spirito. Questo ci favorisce, preparandoci alla bellezza, coscienti che il corpo contiene qualcosa di molto pi? sublime di quello che normalmente ci appare."
(Ivo Pitanguy, Imparando con la vita, Milano, Mediamix, 1996, p.13)

Sembra che il bodybuilding (o il fitness, che non ? altro che la sua filiazione pi? recente) e la chirurgia estetica, diversi per alcuni aspetti, siano entrambi accomunati da qualcosa ... e non mi riferisco ai casi in cui il bodybuilding agonistico si avvale della chirurgia estetica in modo eticamente scorretto, per esempio impiantando protesi che simulano un gastrocnemio.

Pu? darsi che la somiglianza non sia poi cos? profonda e filosofica, tuttavia quella pagina continua a turbarmi.

Il giudizio comune sulla chirurgia estetica e sul bodybuilding ? molto superficiale. Cos? come il bodybuilding ? mantenuto ai margini degli sport olimpici, la chirurgia estetica ? considerata un ramo minore della specialit? medico-chirurgica ed entrambi sono visti come espressione di narcisismo da parte di persone psicologicamente instabili che vogliono fermare il tempo.

Ma ? poi vero che il bodybuilding e la chirurgia estetica sono dimostrazione di labilit? psicologica?

Entrambe le discipline racchiudono due aspetti: quello estetico e quello medico (o riparatore-curativo). Infatti il bodybuilding non ? solo agonistico ma ? impiegato anche nelle riabilitazioni post-traumatiche o nell'attivit? sportiva dei portatori di handicap; la chirurgia estetica non ? solo una fucina di maggiorate, ma aiuta gli ustionati, le donne che hanno subito una mastectomia per un tumore mammario, chi nasce con malformazioni come un labbro leporino.

L'immagine estetica oggi.

Oggi l'uomo chiede alla scienza e alla medicina di vivere meglio e pi? a lungo. Talvolta dedica parte del tempo libero alle attivit? di palestra cercando di sentirsi meglio nel proprio corpo e di raggiungere una condizione psicofisica di maggiore efficienza, di "fitness". Ed ? giusto: l'uomo ha il diritto di "vivere bene".

Che la chirurgia possa migliorare la qualit? della vita, ? un'idea piuttosto recente la quale ? andata crescendo in modo notevole negli anni dopo la Seconda Guerra Mondiale. Che si possano conseguire fini analoghi per mezzo delle attivit? di palestra ? un'idea ancora pi? recente, sviluppatasi in modo impetuoso e disordinato negli anni Ottanta e affermatasi in questo decennio assestandosi su norme pi? equilibrate e scientificamente fondate.

Il bodybuilding agonistico resta ancora oggi uno sport misterioso, forse insondabile, cos? come ? difficile, se non impossibile, penetrare il mistero delle passioni umane. Invece ? piuttosto semplice capire le motivazioni che spingono il gran pubblico verso il fitness.

L'immagine ? il mezzo di comunicazione pi? rapido e diretto tra le persone: "Solo i superficiali non fanno caso alle apparenze" diceva Oscar Wilde. La nostra societ? attuale tiene in gran conto la bellezza e l'efficienza e dimostra poca comprensione verso chi, quella bellezza e quell'efficienza, non l'ha mai avuta o l'ha inevitabilmente perduta. E oggigiorno, anche l'uomo, oltre alla donna, non ? esente dalla critica pi? spietata.

Ma l'immagine ? importante anche per il riflesso sulla psiche: un'auto-immagine individuale positiva ? essenziale per una buona salute mentale e per la felicit? personale. La disarmonia tra la forma idealizzata del corpo (per qualunque via il soggetto l'abbia introiettata) e quella provocata dalla deformit? o dal difetto, come anche il contrasto tra il corpo che invecchia ed il ricordo di quello che era da giovane, finisce con il determinare gravi problemi psicologici e rende difficile la vita di relazione e l'inserimento nella societ? e nei gruppi: " Un'armonia negata dalla natura pu? caricare di sofferenza morale [...] Un volto deturpato provoca la stessa sofferenza morale di una mutilazione, lo stesso imbarazzo di una diversit?.".(Pitanguy, op. cit.)

Per quanto poco epicurei ed edonisti si possa essere, non si pu? negare che tra corpo e mente ci sia un collegamento e che dall'equilibrio di questo collegamento dipenda anche la nostra felicit?. Perfino Cartesio, le cui meditazioni hanno lasciato alla riflessione filosofica il problema del rapporto tra anima e corpo, sostiene che il nostro animo non ? freddamente indifferente e razionalmente distaccato dal nostro corpo. Noi siamo talmente commisti al nostro corpo da costituire un tutto unico: se qualcosa colpisce il nostro corpo ne ? affetto anche l'animo.

Se non fosse cos? perch? quando il corpo ha bisogno di mangiare o di bere invece di intenderlo espressamente sono confuso per la fame e per la sete? E perch? quando il corpo ? ferito sento il dolore invece di ragionare sulla ferita che vedo? Non potremmo mai essere come il nocchiero nella sua imbarcazione il quale percepisce con la vista se qualcosa si rompe ma non "sente dolore". Il fatto che ci sia un rapporto cos? stretto tra psiche e corpo e che determini in cos? larga misura la nostra felicit? ci impone di ricercare il loro equilibrio ogni volta che viene a mancare.
Quante persone vivono in questa sensazione e sperimentano il disagio dovuto alla perdita di questo equilibrio?! Ed ? proprio questo disagio che porta tante persone a rivolgersi alla chirurgia estetica e ai centri fitness in cerca di una soluzione.

Due modalit? diverse per un medesimo fine.

Certamente le modalit? specifiche con cui la chirurgia estetica e il bodybuilding rispondono a questa esigenza sono assai diverse: l'uno ? uno sport, l'altra ? una specialit? chirurgica. I bodybuilders si dedicano ad un allenamento faticoso, due o tre ore il giorno per 10-20 anni, non due o tre ore di intervento una o due volte nella vita; inoltre il bodybuilder ? autonomo nel suo intervento sul proprio aspetto (in un certo senso fa un'operazione di "auto-chirurgia estetica").

In ogni caso la somiglianza c'? ed ? analogo il problema di partenza con le eventuali soluzioni, positive o negative.

Sia dal bodybuilding sia dalla chirurgia estetica arriva sicuramente un messaggio universale di armonia e di bellezza. Entrambe le discipline offrono un grande ventaglio di possibilit? e permettono di conseguire benefici fisici e psicologici. Entrambe sono per? condizionate da un buon numero di limiti. Si tratta dei limiti imposti dalla struttura e dalla costituzione dei singoli individui (il biotipo). Ma l'impedimento maggiore ? dato dalle limitazioni psicologico-formative. Faust fu deluso dalla scorciatoia suggerita da Mefistofele non appena scopr? che la magia della pozione offertagli pu? restituirgli solo l'aspetto, ma non i pensieri di quella verde stagione della giovinezza.

Purtroppo un "make-up" estetico con manubri o con bisturi non pu? risolvere profondi problemi della personalit? o ridare la tranquillit? a chi l'ha persa o far provare la felicit? a chi non l'ha mai provata: "La chirurgia pu? promettere l'opportunit? di ritrovare s? stessi e il proprio equilibrio se mai un inestetismo insopportabile lo ha messo in forse." (Pitanguy, op. cit., il corsivo ? mio).

Ma c'? un'unit? di fatto nell'uomo tra spirito e corpo da cui chirurgia estetica e bodybuilding sanno che non devono e non possono prescindere.

In realt?, ci? che si propongono questo sport e questa specializzazione della chirurgia generale ? proprio riuscire a restituire la gioia di vivere a chi soffre per il proprio aspetto e si trova in disarmonia con s? stesso, rimediare a difetti estetici gravi non tanto dal punto di vista funzionale ma psicologico, difetti non pregiudizievoli sul piano organico ma che sono o possono essere pregiudizievoli per la propria auto-immagine individuale e per la propria vita di relazione.

Non solo per piacersi allo specchio ma per sentirsi bene nel proprio corpo, poter essere indipendenti ed attivi, poter passeggiare, correre, nuotare... insomma godere della salute e della vita. Forse piccole cose, ma che rendono migliore la qualit? della vita con noi stessi e con gli altri.

Anche se per mezzo del bodybuilding e della chirurgia estetica l'uomo pu? liberarsi dai molti acciacchi che possono offuscare la vita e renderlo meno capace di affrontarla, la cura del corpo non deve renderlo straniero al suo animo e ai valori che pi? strettamente lo concernono (come Dorian Gray, come molte donne che fanno un lifting come se fosse un maquillage, come molti bodybuilders "ignoranti").

La chirurgia estetica, nell'intento di Pitanguy, ? il prolungamento pi? appassionante della chirurgia generale: ? una specie di nuova frontiera nell'opera di recupero di un essere umano, in quanto rimette in equilibrio la sua parte animica con quella organica.

Il bodybuilding ? il prolungamento pi? appassionante dello sport: ? una specie di nuova frontiera nell'opera di affinamento della volont? e della capacit? atletica in quanto richiede di sviluppare l'equilibrio tra mente e corpo.

Il bodybuilding e la chirurgia estetica non danneggiano la psiche dell'atleta o del soggetto e non sono necessariamente manifestazione di labilit? psicologica. Attenuando o modificando le deformit? e i difetti, si restituiscono, almeno in parte, gli equilibri psichici della personalit?.

Nelle loro massime espressioni, di fronte ai loro "virtuosismi" che possono sembrare non avere altra utilit? se non quella di essere mere espressioni narcisistiche, il bodybuilding e la chirurgia estetica diventano arte: "Abbassando, allargando, riducendo, si va alla ricerca solo di un equilibrio, e mentre lo si fa, senza accorgersene ci si scopre artisti." (Pitanguy, op. cit.)

Fa sempre parte del giudizio superficiale e denigratorio verso queste due discipline il pensare che la chirurgia estetica tenda a far rientrare l'individuo nei canoni diffusi, da manuale, irreali; all'opposto che il bodybuilding agonistico trasfiguri l'atleta in una forma "non bella, non normale, non armonica.".

Il bodybuilder sarebbe bello e armonico per un gruppo piuttosto ristretto che condivide quei canoni estetici. La verit? ? proprio questa: la bellezza non ? un concetto assoluto, indipendente dai tempi e dalle culture, ma ? relativo e ci? non lo diminuisce affatto.

"Il concetto di bellezza deve essere perci? condiviso per rivelarsi tale. L'esperienza acquisita lavorando su pazienti di tutte le razze, di tutte le etnie, di tutti gli strati sociali, mi ha insegnato che l'unica cosa che ci accomuna ? solo la sofferenza." (Pitanguy, op., cit.)

Oltre i limiti?

Dante, Goethe e Wilde, sia pure celebrando l'anelito umano al sapere, alla felicit?, alla giovinezza perenne condannano la presunzione di andare oltre i limiti stabiliti (dalla natura, da Dio, dalle convenzioni sociali e culturali).

Cos? per Dante Ulisse (l'eroe greco che prima di tornare in patria vuole provare a varcare le colonne d'Ercole con la propria nave per "conoscere" cosa ci sia di l? dai confini dell'oceano e convince i marinai rifacendosi al fatto che l'uomo non deve vivere come un bruto ma ha il diritto di conseguire la virt? e il sapere) annegher?.

Cos? per Goethe Faust (il quale rappresenta l'uomo che avverte l'infelicit? della sua imperfetta condizione quanto pi? pensa di poterla superare e cui si presenta Mefistofele promettendo di fargli conoscere le gioie della vita in cambio della dannazione della propria anima) dovr? constatare che la felicit? non pu? essere posseduta, tutt'al pi? intuita e vissuta, senza poter fermare l'attimo.

Cos? per Wilde Dorian Gray (il giovane bellissimo cui un pittore aveva augurato che il passare del tempo non segnasse il suo volto ma il ritratto che gli aveva fatto. ? ci? che succede: l'immagine diventa terrificante man mano che Dorian compie delitti e dissolutezze) squarcer? con un pugnale la tela del ritratto cadendo morto nello stesso istante in cui il quadro riacquister? il disegno originario.

I chirurghi estetici e i bodybuilders sono assai pi? ottimisti e intraprendenti: "Apprezzarsi ? fonte di personale benessere e quando si persegue questo fine, la vanit? non ? peccato ma allegria." (Pitanguy, op. cit.).

Oppure, come dice Lenda Murray, le persone devono trovare "il coraggio di uscire allo scoperto per essere ci? che desiderano essere." (Intervista a Muscle & Fitness, N.69, aprile 1997).