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Autore: AutoreRossella Pruneti
Inserito da: Inserito daRossella   Data:Data di inserimento 2004-12-21 15:19
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"NO PAIN ?.?

di Rossella Pruneti


Relish the searing pain of lactic acid build-up,
the soreness that follows the next day.
You are building your physique the right way



Non ? una poesia di Shakespeare, non ? una strofa di Sting. ? la prosa di un articolo (?One Brick at a Time?, nella rubrica ?Hardgaining Bodybuilders?) di Ron Harris apparso su una rivista di body building e fitness (Parrillo Performance Press ?97). Non so se sia stata intenzione dell?autore la rima baciata delle ultime due righe (day/way), ma isolando il testo in quel modo viene proprio fuori una bella strofetta poetica.
Cosa significa?

Gusta il dolore bruciante dell?acido lattico,
l?indolenzimento del giorno dopo.
Cos? ? giusto per costruire il tuo fisico ?


E siamo introdotti ad un altro capitolo della filosofia del body builder: il dolore.

Il dolore nel body building

Era una sensazione fantastica sentire che aumentavo di volume per il dolore. Tutto ad un tratto non vedevo l?ora di provare dolore come se fosse qualcosa di piacevole. L?intera idea del dolore divent? un trip di piacere. Non potetti raccontarlo a nessuno a quel tempo, perch? sapevo che avrebbero detto che ero strambo, che ero masochista. Cosa non vera, in quanto avevo solo trasformato il dolore in piacere ? non lo cercavo di per s? ma poich? significava la crescita. Ci vantavamo l?uno con l?altro di quanto facesse male.

Arnold Schwarzenegger & D. Kent Hall, Arnold: The Education of a Bodybuilder, Simon & Schuster, 1977, p.85

Presi piacere in questa sensazione perch? significava che avevo ricavato davvero qualcosa dal mio allenamento.

Arnold Schwarzenegger, The New Encyclopedia of Modern Bodybuilding, Simon & Schuster, 1998, p. 71

[?] se sostituiamo la stessa parola 'dolore' col termine 'stimolo'

Denie, Psyco-Blast, Health Culture Publishing Co., Ont., Can. 1984 (trad. it. Sandro Ciccarelli Editore, 1992), p. 117

Iniziare una serie senza che la mente sia programmata sulla paura del dolore [?]

Denie, Psyco-Blast, Health Culture Publishing Co., Ont., Can. 1984 (trad. it. Sandro Ciccarelli Editore, 1992), p.126

...mentre Freud affermava che l'uomo civilizzato lotta per massimizzare il piacere e ridurre il dolore, questi body builder ritornano all'uomo primitivo: il dolore ? esaltato, il piacere evitato.

Alan M. Klein, Little Big Men: bodybuilding subculture and gender construction, New York, State University of New York, 1993.

La ?quasi-etica del dolore? nel body building

Di solito il dolore ? associato a sofferenza, ansia e paura. Non ? cos? nel body building, nonostante gli aggettivi e i verbi che vengono abbinati spesso agli esercizi e alle tecniche d?allenamento: squat fino al vomito, ?blasting it? [?fare esplodere?, riferito ad un gruppo muscolare], ?bombing a body part? [?distruggere un gruppo muscolare?], serie ad esaurimento, l'allenamento sul filo del rasoio...

Alcuni sport hanno il dolore come componente fondamentale della gara, altri sia della gara sia dell'allenamento (esempio il pugilato), il body building solo dell'allenamento ma in una maniera tale che lo investe di un significato quasi ?etico?.

Come nelle varie culture, nei vari sport la capacit? di sopportare un dolore intenso ? segno di forza e elemento cruciale per la vittoria. Il dolore e la paura sono diminuiti o addirittura eliminati da condizioni che li rendano meno temibili o addirittura desiderabili perch? al dolore non ?risponde? solo il corpo.
La mente reagisce-interagisce con il dolore quanto e forse pi? del corpo stesso. L?atteggiamento mentale dell?atleta verso l?allenamento e la competizione determina il vissuto del dolore. Perci?, spesso, il sogno di quello a cui pu? portare la sopportazione del dolore rende forti, audaci e incuranti dei pericoli.

La sopportazione e la ricerca del dolore nell?allenamento del body builder ? giustificata e spiegata dal fatto che il dolore comporta un valore e una soddisfazione, ossia ? ?indice? del valore che ha l?allenamento e la costruzione del proprio corpo nell?esistenza del body builder in quanto atleta e uomo.

Il rapporto del body builder con il dolore, quindi, non ? inquadrabile come un'inversione dei due principi di piacere e di realt? di Freud, piuttosto ? legato all'emozione in senso filosofico, allo stato in cui l'uomo avverte il valore che una situazione determinata ha per la sua vita, i suoi bisogni, i suoi interessi. Ecco perch? il body builder sopporta il dolore: esso ? necessario per ottenere quel piacere successivo che desidera (essere grosso, essere soddisfatto, essere ammirato, essere campione, ?).

Il dolore nel body building

1) DURANTE L'ALLENAMENTO.

Il bruciore muscolare ? per il body builder come il primo ?segno?, che preannuncia l?altro ?segno? del suo impegno, quello che verr? con le settimane e i mesi: la crescita muscolare.

Il dolore che si avverte durante un esercizio intenso viene trasmesso dai tendini (e non attraverso il muscolo) perch? nei tendini ? localizzato l'apparato tendineo del Golgi, che invia segnalazioni al cervello sui livelli di tensione e di stanchezza. Ecco perch? pare che le ripetizioni negative, ossia la contrazione eccentrica del muscolo, stressando notevolmente tendini e legamenti, procurino maggiore dolore della fase positiva della ripetizione. Altra causa comune di dolore, o per la precisione del burn [letteralmente ?bruciore?], ? l?accumulo di acido lattico nell?area che si sta allenando quando si accumula pi? velocemente delle capacit? dell?organismo di smaltirlo. Questi tipi di dolore in allenamento sono essenziali nel body building. Alcuni metodi di allenamento sono appositamente studiati per arrivare a queste sensazioni e cio? per indurre lo sviluppo del muscolo. Per esempio, non contare le ripetizioni e fermarsi solo ?ad esaurimento?. Riuscire a provare questo dolore in allenamento far? la differenza tra un campione e no. Diceva infatti un campione: ?Non inizio a contarle finch? non fanno male?.

C?? infine il dolore in allenamento dovuto al danneggiamento delle fibre muscolari. Anche questo dolore ? utile nel body building.
L?evidenza sperimentale indica che lo stimolo minimo per il dolore ? il danno dei tessuti, lieve e riparabile, ma pur sempre un danneggiamento:

Il danneggiamento dei tessuti accompagna sempre la sensazione dolorosa.

? quello che accade con l'allenamento con i pesi. Ora i body builder hanno sempre saputo che il danneggiamento (fino ad un certo grado) delle fibre muscolari ? l?obiettivo dell?allenamento in quanto l?organismo viene stimolato affinch? nella fase di riposo provveda alla riparazione supercompensando (irrobustendo, tramite iperplasia, le fibre preparandole a resistere a quello stimolo se dovesse ripresentarsi).

Questa sarebbe la base scientifica che sta dietro alla famosa massima ?No pain, no gain? [?Nessun risultato senza dolore?].

In pratica il body builder utilizzerebbe la percezione della sensazione dolorosa come feedback (meccanismo di controllo) per capire se ? riuscito a stimolare la crescita nelle fibre muscolari.

In alcuni sport, soprattutto quelli che hanno il dolore come componente della gara, ? illecitamente introdotto il doping con sostanze che coprono il dolore. Nel body building allenarsi mascherando il dolore sarebbe come disputare la Formula 1 senza sterzo ? Cos? ribadisce la cosa Arnold (v. Enciclopedia del moderno Bodybuilding, p. 765): ?[?] gli stimolanti troppo potenti (anfetamina, efedrina) risultano dannosi. Negli sport di contatto gli atleti assumono anfetamine per aiutarsi a non avvertire il dolore dei colpi tirati dagli avversari ma l'ultima cosa che un body builder deve fare quando cerca di concentrarsi sull'allenamento dei vari muscoli ? di abbassare il livello della sua sensibilit??.

Il dolore ? dunque una componente irrinunciabile dell?allenamento nel body building.

2) DOPO: NEL RECUPERO, IN SEGUITO AD UNA SESSIONE INTENSA.

? il tipo di dolore comune tra i body builder che si allenano seriamente: il dolore dopo l?allenamento ? segno che ci si ? allenati abbastanza intensamente da avere risultati.
Gran parte del dolore (il body builder usa semplicemente il termine ?indolenzimento?) post-allenamento origina dalle microlacerazioni a muscoli, legamenti o tendini e pure dall?accumulo di acido lattico in allenamento non prontamente smaltito dal corpo.

? pertanto un indolenzimento muscolare residuo dovuto ad un danneggiamento limitato e non grave (non necessariamente ? segno di una vera lesione) dei tessuti del corpo umano. Va sottolineato che l'indolenzimento ? un effetto collaterale e non la causa primaria. Per questo, se le capacit? di recupero sono buone, si pu? anche ?crescere senza dolore?. Ossia, il muscolo pu? avere ricevuto lo stimolo alla crescita ma le buone capacit? di recupero dell?organismo non fanno sentire dolori muscolari.

L?indolenzimento interferisce a vario livello con le azioni della vita quotidiana: i bicipiti possono essere talmente stanchi da far tremolare il braccio reggendo una tazza di caff?, gli addominali rendere impossibile alzarsi da letto o ridere, le spalle pettinarsi o stirare? Ma provare l?indolenzimento ? il segno tangibile per il body building che si ? spinto oltre i propri limiti fisici, una cosa che non lo preoccupa ma che anzi considera positiva.

Il dolore ? dunque una componente del body building irrinunciabile per il body builder.


3) CASI ECCEZIONALI: IL DOLORE DEL TRAUMA (LE VARIE ??ALGIE?)
Conoscendo bene il proprio corpo, il body builder sa per? quale gradazione del dolore ? positiva e quale no. Un dolore forte improvviso e acuto o un indolenzimento protratto e lancinante significano che si ? fatto troppo e che si ? verificata una lesione. C?? ovviamente una chiara distinzione tra il vero dolore fisico (di un trauma) e il dolore quasi orgasmico (come fu coloritamente descritto da Arnold) di una sessione intensa.

C?? dolore e dolore: il ?dolore buono? e il ?dolore cattivo?, ossia quello che informa che l?allenamento ? stato correttamente intenso e quello che d? la spiacevole notizia che si ? verificato un trauma. Secondo la teoria comportamentistica ? il dolore che ci insegna ad avere paura e il dolore in questa accezione non ? altro che uno stimolo esterno che ci dice: ?Attento, scappa, pericolo!? oppure: ?Attento, fermo, pericolo!?.

Nonostante questo, pur riconoscendo il dolore forte come segno non positivo, il body builder ? trasportato dall?entusiasmo o dalla dedizione (impegni agonistici, impossibilit? di rinunciare all?allenamento, ?) ad accettare anche questo tipo di dolore.
Il dolore ? dunque una componente che il body builder pu? ritrovarsi a dovere fronteggiare.

Terapia del dolore

Se il dolore non segnala un trauma, ci si pu? allenare.

L?afflusso di sangue nell?area indolenzita in seguito al pompaggio del gruppo muscolare aiuter? ad alleviare la sensazione.
Alcuni metodi per alleviare l?indolenzimento sono la sauna, i massaggi, un riscaldamento molto approfondito e dello stretching prima dell?esercizio, il ghiaccio per contenere il gonfiore, la compressione per il gonfiore, l?elevazione dell?arto infortunato per favorire il deflusso venoso, l?applicazione di apposite creme, una integrazione alimentare mirata e il tempo. S?, il pieno recupero delle microlacerazioni e la scomparsa di ogni indolenzimento avviene solo con il passare dei giorni.

Se il dolore ? il segno di un trauma (e non vi sar? difficile capirlo, purtroppo), NON vi dovete allenare. Un tempo si consigliava di allenarsi ?intorno? ai traumi, ma non ? pi? una cosa da raccomandare.

In ogni caso, se continuate ad allenarvi, evitate assolutamente ogni esercizio la cui esecuzione vi fa sentire dolore: farlo aggraver? la situazione. Se avete esperienza d?allenamento e una buona conoscenza degli esercizi, per mezzo di tentativi potete arrivare a capire quali esercizi (o quale) vi permettono di continuare ad allenare il gruppo infortunato senza sentire dolore mentre guarisce. Se non vi d? dolore, e avete deciso di allenarvi nonostante tutto, fatelo.

Il consiglio migliore per? ? evitare che un trauma si trasformi in una lesione cronica. Alle volte meglio avere un po? di pazienza e permettere il completamento della guarigione. Anzi, potreste scoprire in seguito, quando tornate ad allenare il gruppo muscolare, che il riposo forzato vi ha proprio giovato.
IN PRESENZA DI UN TRAUMA DOVRESTE COMUNQUE RIVOLGERVI AD UN MEDICO PRIMA DI CONTINUARE QUALSIASI ATTIVIT? FISICA.


FISIOLOGIA DEL DOLORE

Fino alla fine del XX secolo il dolore era considerato solo una sensazione, adesso abbiamo evidenze sperimentali che ? una sensazione specifica con una propria struttura e precipue propriet? funzionali, ossia presenta una sua utilit?.

Il dolore non ? una sensazione semplice e definita ma emerge come una percezione. La condizione fisica, l'esperienza passata e l'aspettativa per il futuro ne condizionano l'interpretazione. Soldati ed atleti possono negare di avvertire dolore nonostante la presenza di una lesione acuta; alcuni pazienti con dolore cronico possono continuare a lamentarsi anche dopo che lo stimolo nocicettivo ? sicuramente cessato.

Si pensava pure che il dolore non fosse una sensazione ma una "passione dell'anima", che non richiedesse specifiche vie neurologiche, che non esistessero fibre nervose periferiche destinate alla trasmissione di stimoli dolorifici, che ogni stimolazione di qualunque nervo di senso, se esercitata in condizioni ordinarie, proprio della sensibilit? generale, potesse determinare la comparsa di una sensazione particolarmente sgradevole (suscitare dolore) solo aumentandone intensit? e durata finch? non raggiungeva il suo massimo possibile (determinato appunto dalla comparsa del dolore). Insistendo nell'applicazione dello stimolo il nervo relativo si sarebbe disgregato.

Tutto questo si chiamava "teoria del senso del dolore".

La spiegazione pi? recente, e la tesi sostenuta oggigiorno, ? che esiste un apparato per la mediazione e il rilevamento cosciente delle sensazioni dolorose.

MECCANISMO DELLE VIE DEL DOLORE ASCENDENTI
(DALL'ESTERNO DEL CORPO AL CERVELLO)


I tessuti possiedono strutture nervose appositamente destinate alla trasmissione della sensazione dolorosa e il cervello possiede determinati recettori che ricevono impulsi nervosi (a cui generalmente risponde producendo la sensazione del dolore). Pertanto, esistono alcuni composti chimici che neutralizzano la sensazione del dolore (sintetici: anestetici, morfina, cocaina; naturali: brevi catene di aminoacidi: encefaline, endorfine).

La pelle (in gran quantit?), i vasi sanguigni, i tendini e la maggior parte degli organi interni (in numero scarso) contengono molti nocicettori (terminazioni nervose specializzate nella sensibilit? al dolore).

Non ? chiaro se i nervi siano stimolati direttamente o indirettamente da sostanze liberate dal danneggiamento dei tessuti (danneggiamento che ? sempre collegato con la sensazione dolorosa).

La stimolazione dei nocicettori da parte di stimoli sensitivi di intensit? potenzialmente dannosa provoca la trasmissione di messaggi dolorosi al midollo spinale (la parte del sistema nervoso centrale che decorre nel canale vertebrale) attraverso le fibre afferenti nocicettive (nervi sensitivi):

1. gli assoni (il prolungamento della cellula nervosa che trasmette l'impulso nervoso dal corpo cellulare in senso centrifugo) sensitivi amielinici,

2. gli assoni sensitivi a piccolo diametro.
Le fibre afferenti nocicettive amieliniche (1) rispondono a:

1) stimolazione meccanica intensa;
2) stimolazione termica potenzialmente nociva per i tessuti;
3) stimolazione chimica da sostanze iniettate nella cute;
4) stimolazione elettrica.

COME PARTONO I SEGNALI DOLOROSI?

Nella risposta alla sensazione di dolore, i nocicettori fanno liberare dei mediatori chimici per stimolazione o compressione alle cellule lese, i quali trasportano i segnali dolorosi da una cellula all'altra attraversando gli spazi intercellulari per mezzo di sostanze chimiche. Sembra che partecipino e si attivino molte sostanze:

? agenti liberati dal tessuto (potassio, istamina, serotonina, prostaglandine);

? sostanze che entrano nel circolo sanguigno (bradichinine);

? sostanze che provengono dalle stesse terminazioni nervose (sostanza P).

Le afferenze nocicettive penetrano nel midollo spinale attraverso le radici dorsali dei gangli (gruppi di cellule nervose situate al di fuori del sistema nervoso centrale) spinali e terminano nei neuroni delle corna posteriori. Contengono neuropeptidi (sostanza P, colecistochinina e somatostatina).

Nelle corna dorsali questi neuroni sottopongono l'informazione nocicettiva ad una prima elaborazione, i neuroni di uscita delle corna dorsali portano l'informazione al tronco encefalico (la continuazione del midollo spinale nell'encefalo) e al talamo (parte del diencefalo che riceve e coordina le informazioni sensoriali trasmettendole ai centri integrativi superiori dell'encefalo).

I loro assoni salendo lungo il midollo spinale costituiscono il fascio spinotalamico.
Il fascio spinotalamico ? costituito dagli assoni dei neuroni nocicettivi delle corna dorsali e dalle loro terminazioni in alcuni nuclei del tronco encefalico e del talamo.

Concettualmente lo si pensa costituito da:

? Il sistema spinotalamico diretto: trasmette l'informazione sensitiva discriminativa del dolore a livello talamico. Termina entro il VPL (nucleo ventro-postero-laterale) e qui si sovrappone all'apporto delle colonne dorsali che trasmettono la sensibilit? tattile superficiale e la sensazione articolare. Cos? si pu? localizzare, stabilire la natura e l'intensit? dell'apporto nocicettivo, cio? si ha la percezione cosciente della sensazione dolorosa.

? Il sistema spinoreticolotalamico: termina nei nuclei reticolari del tronco encefalico. Filogeneticamente pi? antico, media le reazioni autonomiche e affettive del dolore, non serve tanto alla discriminazione e localizzazione sensoriale ma per allertare e orientarsi tra gli stimoli dolorosi. Le fibre spinoreticolari ascendenti formano parte di un sistema polisinaptico che termina nei nuclei talamici mediali (CL nuclo centrale-laterale e Pfc nucleo parafascicolare).

I centri superiori del cervello, dopo avere interpretato e percepito la sensazione dolorosa, la determinano inibendola e/o modificandola in vario modo; le soglie sono estremamente variabili variando largamente da una persona all'altra e per una stessa persona a seconda della circostanza in cui si trova. Anche nei casi non patologici, ci? che il soggetto affetto dalla sensazione dolorosa pensa, prova o fa determina la reazione al dolore.

Si ? visto che la percezione del dolore ? influenzata dalle emozioni: per la paura il dolore provocato dal cancro sembra al paziente pi? intenso di quello di un qualsiasi altro disturbo; l'eccitazione lo riduce se non lo cancella (si pensi ad un dolore non avvertito nella concitazione di un campo di battaglia o di una competizione sportiva; una tortura durante una prigionia ? molto meno tollerabile della medesima stimolazione in un contesto diverso; l'attitudine; l'ipnosi pu? innalzare la soglia del dolore del 40%, o anche la semplice distrazione provocata dal tintinnare di un campanello,....

Anche la preparazione mentale al dolore (autosuggestione) lo pu? ridurre abbastanza (l'esempio classico sono i corsi di preparazione al parto). Inoltre l'esito di precedenti episodi di dolore pu? influire sul modo in cui viene affrontato in seguito. La sua espressione ? poi determinata da componenti culturali e del carattere dell'individuo, del suo passato presentandosi con notevoli differenze.

Caratteristiche della sensazione dolorosa (che possono avere un significato nel body building) rispetto ad altre sensazioni (caldo, freddo...).

?Assumendo che rimangano intatti, i nervi che trasmettono il dolore continuano a condurre il segnale finch? lo stimolo ? applicato. Non c'? adattamento come per il tatto, pu? esserci un adattamento apparente dovuto ad interruzione della trasmissione (ad esempio un edema sottopelle pu? aumentare la distanza tra lo stimolo e il recettore e risolversi in una sensazione attenuata).

?Il dolore non segue la legge della sommatoria spaziale: quando l'area esposta viene aumentata non cambia l'intensit? dello stimolo necessario per produrre dolore.

?L'intensit? di due sensazioni dolorose presenti nello stesso momento non ? maggiore del pi? intenso dei due. Anzi: la presenza di una sensazione dolorosa alza la soglia della percezione di un'altra sensazione dolorosa presente in un'altra regione del corpo (avete presente quando per sopportare il dolore alcune persone si mordono le labbra o si conficcano le unghie nella pelle?).


Bibliografia
Alan M. Klein, Little Big Men: body building subculture and gender construction, New York, State University of New York, 1993.

Arnold Schwarzenegger & D. Kent Hall, Arnold: The Education of a Bodybuilder, Simon & Schuster, 1977.

Arnold Schwarzenegger, The New Encyclopedia of Modern Bodybuilding, Simon & Schuster, 1998.
Arnold Schwarzenegger, Enciclopedia del moderno Bodybuilding, Franco Fassi Editore, 1988.

Denie, Psyco-Blast, Health Culture Publishing Co., Ont., Can. 1984 (trad. it. Sandro Ciccarelli Editore, 1992).

Harris, ?One Brick at a Time?, Parrillo Performance Press ?97.

Anthony S. Fauci, Eugene Braunwald, Kurt J. Isselbacher, Harrison?s Principles of Internal Medicine, McGraw Hill.